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Un laboratorio dell'umano nella grande guerra

Tra il 1916 e il 1917, nell’arco temporale complessivo di poco meno di otto mesi, San Giorgio ospitò due sessioni di corsi accelerati di medicina e chirurgia che offrirono a centinaia di studenti universitari chiamati alle armi, l’opportunità di completare i rispettivi percorsi scolastici, pur senza inibire, in caso di necessità, un loro immediato reintegro nelle fila dei combattenti…

La storia della Castrense in numeri

Abitanti in una San Giorgio di Nogaro
pre Guerra

Posti letto in una sorta di grande ospedale diffuso

Studenti arrivati da tutta Italia in due anni

Il sogno "diurno" di Giuseppe Tusini

Giuseppe Tusini

Pensai fosse mio dovere, come il più giovane dei clinici chirurghi d’Italia, venire a ritrovare i miei discepoli ed essere loro compagno di lavoro qui sul campo della lotta, come ero stato loro maestro nelle aule delle Università»

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Fu allora che, su proposta di Giuseppe Tusini, ispettore consulente della Croce Rossa, il Comando Supremo suggerì al Governo la soluzione, dirompente rispetto agli assetti accademici consolidati, di istituire una Scuola medica da campo (“castrense”, di guerra, dal latino castra: accampamento, campo militare), con la direzione a Villa Dora…

I luoghi dell'Università Castrense

Rose nella terra di nessuno: la guerra delle donne

Elena d'Aosta

Nel suo incessante peregrinare in zona di guerra, fu spesso la Duchessa Elena D’Orleans fu ospite…

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Villa Dora

Villa Dora è ora sede della Biblioteca comunale dal 2002, incastonata come un gioiello nel fasto della Villa…

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Fare la guerra è sempre stata una cosa da uomini, un fenomeno essenzialmente maschile. Il grande laboratorio dell'umano rappresentato dal Primo conflitto mondiale ha provocato, suo malgrado, uno sconvolgimento anche nei ruoli di genere. In una manciata di anni travolti dagli eventi, al fronte come all'interno del paese, si consumò un epocale cambiamento nelle relazioni tra uomini e donne.

San Giorgio di Nogaro, la "città nuova"

Una città nuova si è sviluppata per miracolo da quell’embrione di cittadina provinciale. Una città più unica che rara, costituita d’uffici, di caserme, d’ospedali, di scuole, di laboratori; la quale rammenta – se si fanno le debite proporzioni e si adattano uomini e cose all’ambiente della nostra guerra – uno dei famosi centri della vita universitaria inglese».