Lorenzo Bonomo

Decisivi per l’organizzazione tecnico-logistica della Scuola medica allo stato nascente e per lo sviluppo del sistema ospedaliero di San Giorgio di Nogaro, furono il ruolo e l’impronta esercitati da Lorenzo Bonomo (1857-1926), Era nato ad Andria, laureatosi a Napoli, dal 1897 al 1909 insegnò Traumatologia di guerra e medicina operatoria alla Scuola di Sanità Militare di Firenze. Fu tra i primi medici a prestare aiuto nel terremoto che nel dicembre 1908 devastò la Calabria e la Sicilia; esperienza fondamentale che ne avrebbe orientato l’azione durante il successivo conflitto, soprattutto nel ruolo di direttore di Sanità della III Armata, di cui ampliò la ricettività ospedaliera portandola da 15 mila a 40 mila posti-letto. Fronteggiò l’epidemia di colera, che nell’estate 1915 era stata propagata sulla linea di San Martino e del San Michele dal contatto con gli eserciti avversari, applicando con grande tempestività la vaccinazione anticolerica fra le truppe italiane. Nel ruolo aggiuntivo di consulente chirurgico d’armata era solito intervenire «infaticabilmente in ogni ora del giorno e della notte, a soccorrere e a operare i feriti più gravi»; si deve a Bonomo anche l’organizzazione dell’automezzo dotato di un’antesignana apparecchiatura radiologica, in grado di spostarsi agevolmente sul fronte per eseguire gli esami necessari alla localizzazione e successiva rimozione di proiettili e schegge nei corpi dei feriti (omologa della Petite Curie con la quale si muoveva sul fronte francese la scienziata Marie Curie). Nel febbraio 1917 fu nominato Ispettore generale medico dell’Esercito e presidente della Commissione ispettiva di profilassi. Guidò anche la delegazione italiana alle conferenze interalleate di Chirurgia di guerra di Parigi fino al 1921, anno in cui lasciò volontariamente il servizio attivo militare per rientrare in Puglia, impegnandosi strenuamente per la costruzione del Policlinico cittadino, nella lotta contro la tubercolosi (fondazione del primo istituto di Profilassi sociale a Trani) e nell’istituzione dell’Università di Bari, dove insegnerà Medicina operatoria, fino alla morte avvenuta nel 1926. Lasciò una qualificata produzione scientifica di circa quaranta pubblicazioni. A Bonomo è dedicato l’Ospedale della sua città natale, Andria.

In perfetta sintonia con il direttore della Scuola Giuseppe Tusini, l’intervento lungimirante di Bonomo contribuì a trasformare un paese di confine privo di specifiche tradizioni sanitarie, in una efficiente cittadella universitaria in grado di adempiere funzioni di cura e ricerca che diventarono immediatamente oggetto di studio e modello per le direzioni della Sanità militare dei paesi alleati. Il suo attivismo in favore della Scuola, come responsabile degli assetti organizzativi della sanità “al campo”, bruciò i tempi burocratici della sua attivazione: una sua circolare datata 8 gennaio 1916 (il giorno precedente la pubblicazione del decreto istitutivo sulla G.U.) disponeva per la fornitura di cinquecento brande e altrettanti comodini all’ospedale n. 238. Da notare come fosse stato lo stesso Bonomo a enfatizzare l’immagine della Scuola, definendola già dagli inizi con il titolo improprio di «Università Castrense», che tante critiche aveva scatenato per il vulnus inferto alla tradizione accademica.

Da ufficiale medico, Bonomo si preoccupò di far giungere preventivamente, dagli addensamenti umani del fronte all’ospedale principale (il n. 234) della nascente realtà universitaria, la casistica più ampia osservabile di casi clinici:

Debbono essere trasferiti quegli infermi di malattie nervose, oftalmiche, cutanee, veneree, dell’orecchio, del naso e della laringe, i quali possano essere ritenuti oggetto di studio e servire all’insegnamento nei Corsi di San Giorgio. Prima però di traslocare gli infermi, la direzione degli ospedali ove essi si trovano, ne manderanno l’elenco alla direzione dell’ospedale n. 234 [di fatto la struttura più grande con la funzione di cabina di regia dell’intero sistema sanitario sangiorgino N.d.A.] corredandolo delle note cliniche necessarie a mettere in luce l’importanza del caso, ed attenderanno che l’incaricato dell’insegnamento decida se il trasferimento deve farsi oppure no. Per l’insegnamento di traumatologia di guerra saranno prescelti particolarmente i casi di lesioni craniche, della faccia e della rachide.

Quest’ultimo riferimento, in particolare, attiene alla disciplina che Lorenzo Bonomo insegnerà durante il primo anno dei corsi accelerati: la Traumatologia di guerra, con speciale riguardo alla chirurgia cranio-cerebrale e spinale (indispensabile a riparare – se possibile – le devastanti conseguenze di shrapnels, bombe da mortaio, ecc.). L’eccezionale numero di autopsie praticate da Antonio Dionisi nella sua aula di Anatomia (poco meno di cinquecento nei due anni di corso) trova ragione in due circolari emanate con preveggenza dallo stesso Bonomo:

Nessun pezzo anatomico, arti mutilati e segmenti di cadaveri, aventi lesioni prodotte da armi e da traumi di guerra vada perduto. I Capi Ufficio di Sanità d’Intendenza manderanno i pezzi in un ospedale viciniore, donde verranno ritirati per cura di questa Direzione ed inviati all’Istituto di anatomia patologica della scuola medica di San Giorgio di Nogaro.

In una successiva circolare, datata 11 dicembre 1916, stabiliva che:

I Direttori degli Ospedali d’Intendenza e dei Corpi d’Armata debbono informare, […] il Maggiore Medico Dionisi […] di ogni decesso e tenere a disposizione di lui il cadavere fino a 24 ore dopo la morte. Con tale provvedimento s’intende di soddisfare alle esigenze didattiche dei corsi dimostrativi, che si terranno nella menzionata Scuola medica.

Struttura di provenienza
Università Ospedale Militare di Bari
Ruolo Maggiore Medico
Ruolo in Castrense
Inizio periodo 14 febbraio 1916
Fine periodo 31 marzo 1917
Anno di insegnamento I anno - Corsi accelerati di medicina e chirurgia in zona di guerraII anno - Università Castrense - sezione staccata dell'Università di Padova
Disciplina di insegnamento Traumatologia di guerra (complementare a Clinica chirurgica - solo I anno)
Ruolo Direttore di Sanità della Terza Armata
Organo di appartenenza Stato Maggiore
Grado militare Ispettore generale medico dell'Esercito